mercoledì, marzo 26, 2008 | in :

Nel cortile del palazzo mi sorprende  il silenzio. Mi aspetterei di veder scendere per le scale sciami di piccoli balilla e di fieri padri romani in orbace, come la prima volta che ho visto questo luogo. Il lungo piano sequenza d’inizio di Una giornata particolare vede questo caseggiato svuotarsi una domenica mattina del ’39 per la visita di Hitler a Roma. Resteranno solo la madre di sei piccoli italiani, Sofia Loren e l’antifascista in procinto di essere inviato al confino, Marcello Mastroianni. Il film si svolge interamemente qui, nel palazzo dove vive Veronica. Ci andiamo appena possiamo, quando si presenta la favorevole congiuntura di tempo libero per noi e l’appartamento vuoto delle abitanti universitarie. Poche decine di ore, dense di progetti, di luoghi e cose da vedere. Questa volta ci muoviamo in auto, confidando sulla città svuotata e sul navigatore satellitare. Grazie a lui non abbiamo saltato il momento più pregustato, la lettura al planetario di un racconto dedicato alla notte. Lo scorso anno ci aggiravamo nell’eur spettrale, pedoni scazzati e smarriti, alla ricerca di quest’ingresso, effettivamente celato nella struttura d’epoca. La sala del planetarium ci ha accolto come un ventre caldo e morbido, le poltrone hanno agevolato la nostra scivolata in un dormiveglia che si alternava all’attenzione per il racconto di Stifter letto dalla voce di Vitaliano Trevisan, con la dolce calata veneta. Due fratellini che si smarriscono nella notte gelida, nel bosco austriaco e le meraviglie di una nevicata, del buio. Il buio che non hanno più le nostre città, come sottolineato da Trevisan e che ci ha privato della forte emozione delle tenebre. Di sicuro quel che non manca a Roma, questa sera, è il freddo.

E’ primavera da 3 giorni ma marzo non se ne vuole vestire ancora e ci offre lo spettacolo di una città pulita da torrenti di acqua, tuoni e vento che spezza rami e tappezza di foglie via veneto.

lilla @ 21:35 | commenti (popup) | commenti
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